Curry di seitan e cavolfiore

Questa fa parte di quelle ricette nate per caso,  quando sbirci nella credenza e decidi cosa far finire in pentola.  Il caso vuole che io trovi una confezione di latte di cocco, piuttosto denso, simile ad una panna da cucina più che a un latte vegetale.  Decido di provarlo in un intingolo esotico a base di seitan e curry, da accompagnare a riso basmati come contorno. 🍚 Adoro i piatti unici di questo tipo,  mi catapultano dall’altra parte del mondo in un sol boccone.  Ma torniamo ai fornelli della mia cucina, dove eravamo rimasti?  Ah,  al nostro curry con latte di cocco. Ma quali saranno gli ingredienti di quest piatto? Opto per un cavolfiore bianco e una confezione di seitan al naturale.  Come sapete il seitan è un concentrato proteico di proteine derivanti dal cereale utilizzato come materia prima.  Il mio è un tradizionale seitan di frumento, la percentuale di glutine contenuta in esso è naturalmente altissima quindi attenzione ad eventuali allergie o intolleranze. Il suo gusto è naturale e si presta molto a prender parte a piatti di questo tipo.  Ne risulta un piatto davvero completo, con verdure,  grassi e proteine vegetali senza dimenticare l’apporto di carboidrati de riso. Non manca proprio nulla. 

Il sapore del cocco addolcisce quello più pungente del cavolfiore, il curry invece regala una nota di gusto e colore. Buonissimo, provatelo!

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Brisèe ai tre pomodorini

Lo so che non sono di stagione,  so anche che ultimamente mi sto impegnando per acquistare solamente ortaggi (fino a poco fa, invernali) coltivati nelle vicinanze o per lo meno in Italia, possibilmente bio. Ne sono perfettamente consapevole. Ma quando nel banco frigo ho incontrato le confezioni di pomodorini assortiti,  di tre colori diversi, non ho resistito.  Troppo belli.

Improvvisamente la mia convinzione a rinunciare ai pomodorini in inverno è risultata vana. Il delizioso contrasto cromatico ha avuto la meglio e pure quella voglia di estate, di cibo colorato e fresco che solitamente, se mi abbandona, lo fa solo per qualche giorno per poi investirmi con più convinzione di prima. Sono nata a luglio,  qualcosa dovrà pur dire! La mia indole è piuttosto estiva e vacanziera. E poi la primavera è in arrivo .. Esito della faccenda: sono finiti nel cestino della spesa.  Era scontato!

Quindi cosa farne di queste due confezioni di biglie colorate?  Hmm, non volevo cuocere troppo i pomodorini, volevo che mantenessero il loro colore vivace. Ho optato per un guscio di pasta brisèe in cui adagiare mezzi pomodorini insaporiti con spezie mediterranee. Semplice e buona.

Io ho provato una versione glutenfree della pasta brisèe, per questo in foto la vedete molto chiara. Qui di seguito invece vi lascio la ricetta classica della pasta brisèe: pochi ingredienti, tanto gusto e croccantezza.

Non vi resta che mettere le mani in pasta!

 

Brisèe ai tre pomodorini

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Pasteis de nata

 

Una blogger non può condividere solamente i successi,  deve condividere anche i fallimenti, le delusioni, i tentativi mal riusciti. Altrimenti non vale!  Ed eccomi qui a raccontarvi delle Pasteis de nata.  Impossibile non conoscerle!

Si tratta del famosissimo pasticcino portoghese,  originario del paese di Belem alle porte di Lisbona  dove, una piccola ma storica pasticceria, propone dal 1837, dei gusci di sfoglia burrosi e croccanti che racchiudono un’abbondante quantità di crema aromatizzata alla cannella. Serviti caldi appena sfornati mandano le papille gustative in delirio. Sono perfetti nella loro semplicità.  Naturalmente la ricetta è segreta e molti avanzano ipotesi riguardo procedimento ed ingredienti, ma la ricetta originale, quella,  rimane gelosamente custodita.

Fuori dalla pasticceria si snodano file infinite di turisti accodati a tutte le ore del giorno. Tutti in trepidante attesa per assaggiare le tanto chiacchierate Pasteis de nata.  Nata in spagnolo significa panna.  Nonostante ciò, pare che la crema non sia preparata con panna ma solamente con latte,  e questa è davvero una cosa curiosa.

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Castagnaccio goloso

Mi sono occupata del tradizionale castagnaccio proprio qui,  raccontandovi della ricetta di famiglia. Oggi invece ho voluto impiegare la farina di castagne per preparare una versione molto più golosa utilizzando il latte invece dell’acqua per aumentare gusto e morbidezza, e aggiungendo gocce di cioccolato fondente.  Naturalmente ho mantenuto la presenza dell’olio e del rosmarino perché senza questi non è proprio possibile chiamarlo castagnaccio!  Inoltre il rosmarino si abbina davvero bene al cioccolato. Utilizzate latte vegetale per la versione vegana e avrete un dolce privo di zuccheri aggiunti,  senza glutine e senza latte.  Io lo trovo un’ottima proposta per colazione perché è davvero nutriente e ricco di gusto e di buoni ingredienti come l’olio di oliva,  il cioccolato e la frutta secca.

Morbido all’interno con una croccante crosticina esterna. Senza contare che basta inserire gli ingredienti in una ciotola e fare pochi giri di cucchiaio. Dolce sano,  zero colpe!

Qui è già passato un topolino e si è portato via qualche fettina… Golosone!

castagnaccio-goloso-3

 

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Scarola spadellata con capperi e olive taggiasche

Non siete obbligati ad impiegare tante ore per preparare un contorno gustoso, tantomeno ricorrere a verdure surgelate o contorni pronti.  Utilizziamo le verdure di stagione e facciamoci coccolare dai loro sapori intensi usufruendo di tutte le proprietà che la verdura può fornirci. È possibile così mettere in tavola qualcosa di decisamente sostenibile,  a km zero impiegando in cucina prodotti italiani. In inverno la scelta pare più ridotta ma questa è solamente una nostra impressione perché la varietà di vegetali disponibili e le relative ricette possibili sono davvero numerose e non meno buone. Per esempio, vi invito oggi ad occuparvi di un cespo di scarola: una tipologia di insalata dal retrogusto leggermente amarognolo molto utilizzata nella cucina mediterranea e soprattutto nel sud della nostra penisola.  Una buona padella, qualche oliva e qualche cappero, un pizzico di peperoncino e del buon olio è tutto ciò che ci vuole per risolvere parte della vostra cena. Ed è adatta anche come contorno quando ricevete ospiti.  Qualcosa di diverso insomma… Almeno per noi del nord 😊. Andate al reparto ortofrutta e sono sicura che la cena ve la salvate sempre!

Ps: Ottima ricetta per il ripieno della deliziosa pizza di scarola che trovate qui.

 

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Torta paradiso con soli tuorli

Chi trascorrere parecchio tempo in cucina lo sa: tuorli e albumi avanzano in frigo a fasi alterne obbligando a cercare ricette in cui impiegarli ovviando alle classifiche frittate o meringhe.  Sono sincera, solitamente è più facile che siano gli albumi a sostare in frigo per qualche giorno,  questa volta invece sono rimasti i tuorli. la cosa un pochino mi stuzzicava perché a me piace molto provare nuove ricette e giocare un po’. Ho cercato nel web qualche ricetta che potesse fare a caso mio e sono rimbalzata sulle pagine che raccontavano di una torta paradiso preparata con soli tuorli. Io non ho mai preparato nemmeno la versione classica perché mi ha sempre spaventato la grande quantità di burro,  ma c’è sempre la prima volta e questo poteva essere un inizio.

La torta viene preparata a partire da una massa montata di burro e zucchero.  La grande quantità di burro impiegato conferisce una friabilita’ e un sapore del tutto particolare a questo dolce.  La ricetta originale infatti, prevede l’impiego di una parte di uova intere e una parte di tuorli, oltre all’omissione del lievito che non sarebbe necessario se il numero di uova fosse  abbondante e la massa ben montata.  Come vi ho raccontato,  in questo caso io ho utilizzato una ricetta che mi permettesse di finire i tuorli avanzati e la ricetta in questione la trovate di seguito.  La torta è burrosa, morbida e profuma di limone.

Purtroppo è passato molto tempo e io ho dimenticato la fonte della ricetta,  mi scuso molto con la proprietaria.

Nel frattempo vi offro una fetta di torta paradiso che non aspetta altro che una tazza di the e una tavola di amiche. La torta si scioglie in bocca,  è deliziosa!

 

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Carote arrosto al rosmarino e arancia

L’arte di esaltare le caratteristiche di ciò che si utilizza è cosa rara e per nulla semplice. Tuttavia, quando la materia prima è ottima, il lavoro lo svolge praticamente in autonomia perché, ben poco serve a sottolineare ciò che c’è di buono,  semplicemente è impossibile non accorgersene.  Così,  se voi acquistate ortaggi freschi,  di stagione e magari bio, partite già da un ottimo ingrediente che vi aiuterà a portare in tavola una pietanza altrettanto ottima aggiungendo praticamente nulla,  in tutta la sua semplicità.

Ho preparato per voi una pirofila di carote arrostite al forno,  tenere ma croccanti, insaporite con aglio, rosmarino e scorza di arancia.

Potete trovare le carote tutto l’anno, saranno novelle nei mesi primaverili. Cercate carote di simili dimensioni per agevolare una cottura uniforme. Le carote inoltre sono ipocaloriche, ricche di sali minerali e vitamine, soprattutto il betacarotene,  precursore della vitamina A è presente in abbondante quantità. Sono perciò ortaggi preziosi, consumati crudi o cotti. Questa ricetta la dedico alle mie amiche lavoratrici e sempre di corsa, perfetta per loro in quanto impiega pochi ingredienti e poco lavoro.  Ricordate di terminare la cottura con qualche minuto di grill e servitele calde.

Colore e leggerezza in poche mosse. Buon appetito amici!

 

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Frittelle di casa con mele e uvetta

Ciao amici e benvenuti sul blog!  Oggi è un giorno di festa per grandi e piccini,  è l’ultimo venerdì di carnevale e qui a Verona si dice “venerdì gnocolar” per la tradizionale usanza di festeggiare proprio in questi giorno con un bel piatto di gnocchi, rigorosamente di patate, rigorosamente preparati in casa da mamme e nonne.  Nel centro della città oggi sfilano carri allegorici e maschere. Le strade coperte di coriandoli e stelle filanti saranno percorse da paggi,  regine, pagliacci, majorette e bande musicali. I bambini rimarranno stupiti,  a bocca aperta e cercheranno di afferrare le caramellata che verranno lasciate al pubblico dalle maschere in sfilata.  Un vero spettacolo!  Ma nessun carnevale che si rispetti può dimenticare le frittelle. Ogni vetrina di ogni panificio e pasticcera,  ogni cucina,  profumano di impasti fritti e zuccherosi.  Frittelle alla crema,  le usuali frappe (dalle nostre parti conosciuti come “galani”) ma soprattutto le immancabili frittelle alle mele e uvetta.  Queste frittelle sono semplici e fruttate, all’interno dell’impasto le mele sono accompagnate da uvetta e pinoli, ma la vera chicca è che nella preparazione va inserito una fetta di polenta. Strano dite voi!  Eppure sembra  sembra che abbia lo scopo di mantenere morbide le frittelle e di impedire l’assorbimento dell’olio per avere dolcetti asciutti e leggeri.

Questa di seguito è la ricetta di mamma ed è un successo assicurato perché non manca di essere collaudata anno dopo anno.  Queste sono le vere frittelle della mia famiglia e lascio a voi l’onore di prendere per la gola i vostri bambini con queste delizie. Buon carnevale mascherine!

 

 

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Treccia dolce con albumi e olio di sesamo

Questa breve e dolce storiella che vi racconto inizia in una fredda serata invernale quando tuorli e albumi vengono separati,  destinati a seguire percorsi differenti.

I tuorli vengono allontanati in breve tempo, sono molto incuriositi dal loro destino.  Scoprono con piacere di venir utilizzati per creare spuma chiara e soffice che diventerà poi una crema vellutata, aromatizzata alla cannella. Sconfortati per la separazione improvvisa dai loro compagni di guscio sono però molto felici di mettere il naso fuori e di essere destinati ad un nobile scopo dove si sentono re e regine di coppetta, felici di assumere cannella e scorza di limone come fedeli sudditi.

Gli albumi invece, sostano in un ciotolino plasticoso nel frigorifero,  circondati da un vasetto di olive e un panetto di burro. I tentativi di quest’ultimi per allietare il morale degli albumi si rivelano vani, tanta sembra essere la nostalgia e il senso di abbandono che hanno lasciato innegabilmente gli adorati tuorli. Accade spesso che gli albumi vengano abbandonati e dimenticati, considerati come la parte meno nobile dell’uovo, meno utile,  nonostante il loro candido colore, la loro leggerezza e il loro ricco contenuto in proteine.  Ma la verità è che non se ne sono mai fatti una ragione.  Nel profondo,  gli albumi temono fortemente,(come spesso succede),  di dover essere montati all’inverosimile per creare croccanti e altezzose meringhe che,  per quanto siano affascinanti e dotate di innata eleganza, sono troppo comuni e noiose e sembrano non rendere loro giustizia. E questo per loro e’ piuttosto deprimente, hanno voglia di novità, di non sentirsi un ripiego,  di cambiare aria.

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Zuppa di cannellini e cavolo nero

Qui non smette di ghiacciare!  Siamo deliziati da giornate soleggiate ma piuttosto fredde che arrivando nelle ore notturne a raggiungere parecchi gradi sotto lo zero. La giornata inizia meglio per chi ha potuto lasciare l’auto al coperto e può risparmiarsi di grattare il ghiaccio dai vetri.  E chiamaci poco! Nonostante il leggero disagio mattutino stamattina ho notato la forma dei cristalli che erano particolarmente definiti e grandi.  Decisamente eleganti! Quasi quasi mi dispiaceva toglierli dal vetro. Ho sorvolato sui miei pensieri romantici concentrandomi a rendere il vetro sufficientemente trasparente per permettere di guidare senza andare contro al primo palo della luce.  Il mio pensiero meno romantico invece era rivolto ad un piatto di zuppa calda che la sera mi avrebbe consolato e rimesso in sesto al primo cucchiaio.  L’avevo già preparata. Cena pronta e deliziosa. Questo si che fa andar meglio la giornata!

Qualcosa che preparato il giorno precedente è ancora più buono?  Questa! Zuppa di cavolo nero e cannellini. Invernale,  calda,  salutare e davvero buona!  Già finita!

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