Nidi di agretti con uova al tegamino, noci tostate e senape di Digione al miele

A febbraio ho trascorso un piacevole week end in Borgogna,  tra incantevoli colline ricoperte da ordinati vigneti che si estendono a perdita d’occhio,  casette precise e curate dove immagino famiglie riunirsi ad assaggiare vini pregiati e formaggi superbi,  accompagnandoli con irrinunciabili baguette calde e profumate. Una terra tutta da scoprire. Ho passeggiato per le strade di Digione sotto un cielo grigio e piovoso,  ho bevuto the caldo e acqua con sciroppo di ciliegie fino ad aspettare il ritorno del sole ad illuminare la città.  Le persone si sono riversate nelle piccole strade e nella piazza la giostra a ripreso a funzionare facendo divertire i bambini ormai impazienti.

Non è possibile che io visiti un nuovo luogo senza portare a casa qualcosa che me lo ricordi. Magari qualcosa che riguardi la cucina tipica o le tradizioni del posto.  Non potevo lasciare Digione senza aver portato con me quella che loro chiamano “mostarda” ,  che per nulla assomiglia alla omonima nostrana. A Digione viene prodotta la senape e con essa molte salse aromatizzate dagli innumerevoli gusti.  I negozietti vendono piccoli vasetti o composizioni di essi, assortiti tra loro in sapori e colori. Ho comprato un vasetto di mostarda alle noci e uno al miele e pere.  Prediligo gli abbinamenti che includono una nota dolciastra. Inoltre la senape è davvero potentissima, apre le vie aeree e fa lacrimare gli occhi.  Abbinarla ad altri gusti o cibi aiuta ad apprezzarla smorzandola leggermente.

Con questo prodotto prezioso,  tornata nella mia bella Italia,  ho cucinato un secondo semplice ma davvero sfizioso. Uova e agretti arricchiti da senape e una spolverata di noci.  Voi che ne pensate?  Io lo trovo elegante e delizioso…dovreste assaggiare!

 

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Risi e bisi

Quest’anno il Giro d’Italia festeggia il centesimo anniversario. A tal proposito, mi sento di confessare che non sono particolarmente sportiva, non sono solita nemmeno seguire gli eventi sportivi in televisione. Il mio cuore batte per la danza. Tuttavia questo compleanno è una ricorrenza importante e un evento storico che ci inorgoglisce tutti, nessuno escluso.  Ho voluto quindi recuperare le mie lacune contribuendo alla mia maniera, partecipando con entusiasmo e coinvolgimento all’iniziativa di AIFB per il Giro d’Italia 2017. L’idea è quella di associare ad ognuna delle tappe del tour ciclistico (che sono ben 21, tante quante le regioni), una ricetta della regione attraversata, un piatto tipico legato alla terra e alle tradizioni del posto. Un delizioso tour parallelo, piacevolissimo e decisamente poco faticoso, tra i patrimoni culinari e le prelibatezze italiane.

A tal proposito, oggi, a colpi di pedalate, i nostri migliori ciclisti percorreranno pianure e montagne venete fino ad arrivare ad Asiago, tra salite e discese, verdi boschi e panorami deliziosi. Io ho pensato di festeggiare la mia regione, preparando per l’occasione un piatto tipico, semplice, presente nel ricettario di ogni famiglia: Risi e bisi. Si tratta di un primo piatto a metà tra un risotto morbido e una densa zuppa. Preparato dalle nonne, dalle mamme e adorato dai bambini. Viene cucinato utilizzando rigorosamente riso vialone nano e piselli  freschi coltivati nella nostra terra. Come spesso accade per i piatti antichi della tradizione, ne esistono parecchie versioni, simili ma non uguali. Alcune ricette prevedono l’utilizzo dei baccelli, altre l’aggiunta di pancetta. Io naturalmente vi propongo i miei Risi e bisi, il piatto della mia famiglia. Leggero e saporito, è un piatto confortevole che scalda il cuore.

E mentre ci deliziamo con qualche cucchiaio di Risi e bisi, facciamo un caloroso tifo per tutti i ciclisti partecipanti al Giro. In bocca al lupo ragazzi!

#aifb #Giro100 #Giroditalia #grantourditalia 

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Torta russa di Verona

A volte ritornano …

Sono trascorsi quasi tre anni da quando ho pubblicato la ricetta di questa torta. Oggi la propongo nuovamente in occasione del centesimo anniversario del Giro d’Italia.  Vi starete chiedendo quale filo logico possa legare queste due cose cosi diverse tra loro. Io vi posso fornire due risposte. La prima è che ogni compleanno merita di essere festeggiato con una fetta di torta. La seconda risposta invece è suggerita da AIFB. L’Associazione Italiana Foodblogger di cui faccio parte ha pensato di partecipare a questa ricorrenza associando ad ogni tappa del Giro d’Italia una ricetta della regione coinvolta per trasmettere memorie, gusti e tradizioni di ogni angolo d’Italia. Trovo  che questa sia un’iniziativa lodevole ed originale a cui prendo parte con entusiasmo. Un modo insolito e personale per sostenere l’impresa ciclistica più famosa e importante del nostro Paese.

In questi giorni i nostri ciclisti percorrono le strade della regione Veneto arrivando sabato sul delizioso altopiano di Asiago. Come anticipato, per contribuire alla divulgazione delle tradizioni venete, colgo l’occasione  per condividere con voi  la ricetta di un dolce tipico di Verona, la mia città. La torta russa. Che di russo sinceramente non ha proprio nulla se non una somiglianza con la forma di un copricapo utilizzato in Russia, da cui sembra possa derivare il nome. Davvero curioso. A Verona questa torta la si può trovare nelle eleganti vetrine delle pasticcerie del centro e sulle tavole domenicali dei pranzi di famiglia. Non è un dolce cremoso. Croccante all’esterno grazie all’involucro di sfoglia che racchiude un morbido ripieno preparato con mandorle e amaretti. E’ un dolce piuttosto invernale, ma incredibilmente saporito. E poi, diciamo la verità, quando un dolce è buono non ha stagione. Perfetto per colazione, merenda o fine pasto. Gli ingredienti sono semplici e facilmente reperibili. Ottima preparata il giorno precedente, sarà superba se deciderete di utilizzare una sfoglia preparata in casa. Non è facile raccontarvi del sapore intenso di questo dolce, della croccantezza delle mandorle e della sfoglia, del connubio perfetto tra rhum e amaretti. Non vi resta che addentarne una fetta, magari guardando  il Giro d’Italia. L’importante è partecipare!

#aifb #Giro100 #Giroditalia #grantourditalia

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Risotto semintegrale ai bruscandoli

Se vi capita di passeggiare lungo siepi o in zone ricche di flora selvatica, prestate attenzione a dove mettete i piedi, potreste calpestare involontariamente i germogli del luppolo selvatico. Leggermente appicicaticci e in primo momento difficili da individuare, sono invece preziosissimi in cucina. Basta imparare a riconoscerli, una volta memorizzati la raccolta sarà semplice e davvero veloce. Spesso crescono vicini tra loro e dove trovate una piantina, a distanza di qualche decina di centimetri sarà facile trovarne una seconda. Vi ritroverete a stringerne un mazzolino folto tra le mani senza rendervene conto. Vengono raccolti tra marzo e maggio, perciò siete ancora in tempo per un ottimo risotto a chilometro zero. Nel veronese questi germogli sono conosciuti come bruscandoli:  sono i cugini degli asparagi, forse meno pregiati e conosciuti, ma non per questo meno saporiti. Attenzione a non confonderli con gli asparagi selvatici il cui sapore tende ad assere più amarognolo. I bruscandoli sono ottimi per cucinare frittate e torte salate, ma vengono più comunemente utilizzati per preparare deliziosi risotti.

Non mi resta quindi che lasciarvi la semplicissima ricetta per un buon risotto della tradizione veronese. Io ho utilizzato un riso canaroli semintegrale, coltivato  e confezionato nella provincia di Verona. Amo il riso semintegrale per la sua consistenza e il suo sapore. La cottura inoltre non varia molto da un classico riso bianco, solamente qualche minuto in più. Tenetelo al dente e procedete ad una leggera mantecatura tenendo il tegame lontano dalla fiamma.  Avrete un primo piatto economico dai sapori antichi. Buon appetito!

 

 

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Champignon ripieni con ricotta e nocciole

Nonostante i funghi mi piacciano molto, spesso mi scordo di loro.  E vi dirò che è un vero peccato perché sono un buon ingrediente per creare nuovi piatti o proporne di tradizionali. Sono gustosi e potete trovare di diverse varietà a seconda del periodo e della stagione.

I funghi non sono apprezzati da tutti. Molti non li prediligono forse per la loro consistenza che tende al gelatinoso, altri non li sopportano proprio.  Io credo che i funghi,  o li ami,  o li odi.  Io li amo! Champignon crudi nella stagione più tiepida e finferli bollenti nei mesi più freddi. È sempre il momento giusto,  soprattutto se li trovate freschi e carnosi.

La scorsa settimana il fruttivendolo esponeva una cassettina di perfetti champignon,  candidi, freschi e  davvero grandi.  Ne ho approfittato per utilizzarli come piccoli cestini e cuocerli al forno per un contorno diverso e sostanzioso. Esattamente,  avete capito bene.  Questi funghetti sono farciti con una crema di ricotta e nocciole.  Pur essendo leggeri possono essere tranquillamente un secondo piatto vegetariano.  La granella di nocciole li rende sfiziosi e croccanti. Questa è una versione diversa da quella che mi prepara mamma,  che riempie i funghi con prezzemolo e pangrattato, ugualmente deliziosi, hanno il sapore delle cose buone di casa.

Questi invece sono più croccanti e cremosi,  comodi da preparare in anticipo e servire dopo averli riscaldati in forno.  Io li trovo eleganti e divertenti,  e voi?

 

 

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Torta di ricotta alle prugne

Oggi il blog cambia un pochino look,  non di tanto,  solo un pochino. .. Le foto si sono trasformate da orizzontali a verticali, per permettermi di allargare le mie capacità,  di sperimentare cose nuove,  per tentare di avvicinarmi un pochino a ciò che richiede e che prevede il “mondo del food”. Le foto verticali sono ciò che è contemplato in questi casi, ho quindi deciso di accantonare il formato orizzontale,  poco contemplato e meno apprezzato, pare meno adatto. Tuttavia, personalmente, provo piacere a scattare in questo modo, l’ho fatto per anni,  l’ho fatto controtendenza,  un po’ per ignoranza,  un po’ per spontaneità, un po perché mi pareva permettesse più spazio per tutto ciò che doveva essere contenuto nell’inquadratura.  Ma a volte è necessario lasciare la strada  più battuta per poter migliorarsi e proprio per questo motivo ho deciso di cimentarmi in ciò che mi è sconosciuto, un po’ preoccupata per l’inesperienza e per la scarsa abitudine, a colpi di lezioni di fotografia e di tentativi poco riusciti. E voi,  che ne dite di questo cambiamento?

 

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Oggi guestpost: Crostata di crema e fragole di Nicole, senza latte senza uova

Buongiorno a voi amici,  oggi vi aspetta un post speciale! Il pomodorino ospita oggi la ricetta di Nicole!

Io e Nicole ci siamo conosciute un paio di anni fa proprio grazie al blog. Essendo entrambe di Verona abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere un pomeriggio, davanti ad una centrifuga di frutta e zenzero, per conoscerci meglio,  parlare dei nostri progetti e di tante ricette.

A quella chiacchiera pomeridiana sono poi seguite tante cene in compagnia e altri piccoli progetti.  Abbiamo pensato così di pubblicare una propria ricetta sul blog dell’altra,  scambiarci le pagine e i lettori per un giorno,  creare dei guestpost. Un gioco davvero divertente! Così è successo con la mia focaccia,  la cui ricetta è stata pubblicata sul blog di Nicole proprio qui,  e così accade oggi sul pomodorino con una deliziosa crostata alla frutta.

Di seguito vi lascio un saluto da parte di Nicole e una sua piccola presentazione, successivamente la ricetta per preparare la crostata.  Vi auguro una buona lettura!

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I miei primi Macaron

Mai avrei pensato di provarli. Mai avrei pensato di essere stupita positivamente dal risultato. Perché i miei primi macaron non sono perfetti, ma sono venuti proprio bene per essere al primo tentativo e che soddisfazione!! Due gusci croccanti e leggeri di meringa alla mandorla che si abbracciano e si accoppiano avvolgendo uno strato di crema golosa e morbida.  La magia!

Il merito è di mtc challenge, che mi ha dato lo spunto,  la spinta,  la voglia di mettermi alla prova!  La verità è che se io avessi molto tempo a disposizione, ogni giorno proverei qualcosa di nuovo…ma rimettiamo i sogni momentaneamente nel cassetto e torniamo a noi.  Ah vi dicevo: mtc challenge. Divertente gruppo di foodblogger che mensilmente si cimentano in argomenti diversi in una vera scuola di cucina pratica e virtuale allo stesso tempo.  Li seguo da lontano, aspettando con interesse le sfide mensili per sbirciare tutti i consigli utili su ogni argomento. Ed è arrivato il momento della sfida sui macaron i cui risultati sono stati un piacere per la vista, posso solo immaginare per il palato! In quei giorni, ogni volta che sbirciavo un social, le bacheche venivano riempite da perfetti dolcetti colorati dalle farciture più inconsuete, accompagnati da quell’aria parigina a cui non si può certo resistere. La bellezza mi coinvolge e mi conquista,  non resto certo indifferente.

Dopo stupore ed ammirazione,  lo step successivo è stata la lista della spesa. Perché io ci volevo proprio provare! Sono fatta così!  Non mi restava quindi che mettermi in marcia, la strada sarebbe stata lunga e complicata. Per prepararli ho seguito alla lettera i consigli di Ilaria del blog “Soffici”,  letti e riletti,  studiati alla perfezione.  Ma poi si sa,  tra il dire e il fare…

 

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Torta morbida alle nocciole con philadelphia

 

Avete presente la classica, golosa fetta di torta che i bambini mangerebbero ad ogni merenda? Quella della pubblicità? Si, esattamente quella torta alta e soffice coperta da una candida nevicata di zucchero a velo e farcita con generoso strato di crema alla nocciola e cioccolato.   Ho preparato per voi proprio questa ma con una ricetta davvero alternativa che vede nell’impasto il formaggio fresco philadelphia e pasta di nocciole. La pasta di nocciole viene ottenuta frullando nocciole tostate senza nessun altro ingrediente, ottenendo una crema oleosa e profumatissima. La potete trovare nei negozi bio o in negozi specializzati. Puo’ avere diverse densità, per questo motivo dovete regolarvi di conseguenza quando vi occupate dell’impasto. Potete in caso aiutarvi con un goccio di latte. La granella di nocciole conferisce croccantezza e sapore e si abbina deliziosamente con l’interno cremoso al cioccolato. Questa è davvero la torta che sa di casa! Che ne dite, merendiamo?

 

torta nocciole e philadelphia (3)

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Focaccia alta e soffice

Focaccia…ormai è un must! Questa focaccia è un vero passepartout e una costante nei miei buffet e aperitivi organizzati a casa. Questa ricetta è di Chiara Maci, presa dal suo blog “Sorelle in pentola”. Mi è stata consigliata da un’amica,  l’ho provata e da quella volta la uso spesso ed è sempre una conferma.

È una focaccia alta e soffice grazie alla presenza di patate lessate all’interno dell’impasto.  L’impasto piuttosto condito e la salamoia superficiale la mantiene morbida e saporita. Come ogni focaccia, potete tagliarla a metà e farcirla, oppure,  tagliatela a cubotti per accompagnare formaggi, salse e verdure. Aromatizzatela con il classico rosmarino, con pomodorini e olive,  con una semplice spolverata di origano.  Io utilizzo una teglia bassa e antiaderente di diametro 30/32 cm, in alternativa usate due teglie da 24 – 26 cm.

In questi anni ho utilizzato molti tipi di farine,  mantenendo una buona percentuale di manitoba e sostituendone la restante parte con una farina più integrale, oppure con farine più saporite come segale e grano saraceno. Potete utilizzarne anche tre o quattro tipi. Interrogate la vostra fantasia e la vostra dispensa e non vi resterà che regolare la quantità di acqua dell’impasto in base alle farine usate.  Una farina integrale richiederà più acqua rispetto alla 00. Tenetelo morbido e non dimenticate di utilizzare un olio di oliva di ottima qualità.

La quantità di lievito è molta perché la lievitazione è breve.  Se non avete fretta utilizzate meno lievito e iniziate la preparazione il giorno precedente conservando l’impasto in frigo durante la notte e facendo continuare la lievitazione il giorno successivo.  Sarà più digeribile ed ugualmente buona.

Se ne avanzate avvolgetela nella stagnola e congelatela. La potete scongelare qualche ora prima e scaldarla in forno prima di servirla.

La verità è che una volta provata non la abbandonerete!

 

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