Vellutata di piselli e patate

Piselli: freschi,  teneri,  dolci e lucidi.  Un vero regalo di questa stagione.  Non vi è paragone con verdure surgelate o lessate in scatole di latta: altri colori,  altri sapori altri profumi.  Chi è cresciuto a contatto con l’orto assaporando verdure fresche appena raccolte lo sa. Non esiste partita! Amo i piselli,  sono il legume più dolce e più amato dai bambini.  Si cuociono velocemente e sono davvero versatili. Ottima fonte di proteine vegetali, da non confondere con una normale verdura. Bisogna approfittarne in questo momento perché le loro proprietà nutrizionali sono al massimo e anche la bontà.  Tra tutte le ricette non manca mai la vellutata, preparata ad occhi chiusi per la sua semplicità, da mangiare tiepida d’estate o bollente d’inverno,  con pochi ingredienti, magari impreziosita da qualche tocchetto di robiola.  Piatto semplice da re!  Perché è troppo buona! Ottima anche come primo piatto o antipasto (in porzione meno abbondante)  nelle cene con le amiche.

Non dimenticate una fogliolina di prezzemolo!

 

 

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Crostatine morbide alla confettura di Marina Braito

Lontani i tempi in cui divoravo due pacchetti di cracker tra la prima e la seconda ora di lezione a scuola, lontani i pomeriggi in cui facevo merenda con pane burro e marmellata o con un panino con la frittata (che rimane sempre il mio preferito)! Merenda e colazione sono sempre stati i miei pasti preferiti, ma mentre la seconda era il motivo per alzarsi dal letto,  la prima era una pausa da tutto: dai libri,  dalla fatica dello studio,  dallo sport,  un momento da condividere con le amiche o con la mamma.  Vicino alla stufa nei momenti più freddi e all’ombra in giardino nei mesi caldi. Cari dolci ricordi in cui crogiolarsi di tanto in tanto.  Adesso le mie merende sono frutta fresca e secca, o due gallette di riso in mancanza d’altro, niente a che fare con gli spuntini adolescenziali, e poi non ditemi che non ci devo pensare!  😊 Meno male che c’e il forno che mi aiuta a sfornare merende serie e golose da godermi di tanto in tanto e da condividere con colleghi, amici, vicini di casa.  Del resto, ogni ora del giorno può essere il momento giusto per una merenda,  e voi che ne pensate?

 

Per questa ricetta ho utilizzato le indicazioni della famosa Marina Braito. Ho apportato alcune modifiche: ho utilizzato l’olio invece del burro per una versione leggera senza lattosio, diminuito la quantità di zucchero e utilizzato stampini per tartellette monoporzione. Questa torta si chiama “crostata morbida” in quanto l’impasto è più sostenuto di quello di una normale torta morbida,  ma più morbido di quello di una crostata.  Impossibile lavorarlo con le mani!  Il risultato è un impasto fragrante e leggero che ha proprio il gusto delle torte della nonna.  Bisogna assaggiare per comprendere. Inoltre è una ricetta facilissima e si inforna in dieci minuti!

 

 

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Cheese cake alle fragole e yogurt

La cucina di questi giorni è una vera ode a frutta e verdura. Fragole,  ciliegie, albicocche, permettono di cucinare dolci meravigliosi grazie ai colori e ai sapori con cui ci deliziano, per non parlare delle merende…  non si può certo competere con altri periodi dell’anno! Non mi bastano i giorni e i pasti per mangiare tutta la frutta e la verdura che vorrei, del resto io sono una persona a cui viene più fame davanti ad un fruttivendolo che a un fast food.

Vi riempiro’ quindi nei prossimi mesi di ricette colorate e fresche, le trascinero’ fino all’autunno per poterle pubblicare tutte.

Inizio da qui,  con una cheesecake golosa triplostrato, preparata con fragole e yogurt.  È un dolce veloce che non richiede cottura.  Due strati di crema di tonalità pastello al gusto di yogurt e fragole e il consueto strato di biscotti che personalmente,  è ciò che amo della cheesecake.  Cremoso e croccante,  dolce con una punta di salato,  fresco e leggero.  Manca qualcosa?  Solo la fame!

 

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Torta Foresta nera : Schwarzwälder Kirschtorte

Oggi si festeggia con un dolce triplo strato!  Tre piani di sofficità e golosità in una torta famosissima che ci porta direttamente nella fitta foresta nera della Germania meridionale. Questo dolce tedesco abbina tre strati di pan di spagna al cacao a ciuffi di panna e ciliegie.  Un connubbio riuscitissimo quanto semplice che appaga anche i palati più esigenti.

La schwarzwalder kitschtorte, ovvero torta alle Ciliegie della foresta nera,  pare sia stata inventata del 1930 da un pasticcere del luogo,  ma sia diventata nota solo nel dopoguerra diffondendosi anche in Svizzera,  Austria e nel nord Italia. Nella versione tradizionale gli strati vengono bagnati da una bagna a base di un preciso liquore alla ciliegia difficile reperibile in Italia e diverso dal più comune cherry inglese.  Io,  che non amo il liquore nei dolci ho deciso di omettere e di preparare una bagna a base di latte e sciroppo di amarena.

Nella stagione di raccolta delle ciliegie,  come per esempio questa,  potete preparare una composta di ciliegie,  cuocerle denocciolate in modo da ammorbidire e utilizzarle tra uno strato e l’altro.  Io invece,  ho utilizzato le amarene: soluzione facile e comoda anche fuori stagione che vi permette di aggirare l’ostacolo ottenendo un dolce altrettanto delizioso. Del resto si sa quanto cioccolato,  panna e amarene vadano d’accordo.

A questo punto avrete capito che questa non è la versione tradizionale della foresta nera,  questa è la mia versione che prevede uno strato di ganache al cioccolato tra il primo e secondo pan di spagna rendendo più accentuato il sapore del cioccolato.

Avete voglia di grandi soffisfazioni a basso livello di difficoltà?  Questa è la torta per voi!  Scegliete ingredienti buoni e di qualità e il risultato non tarderà ad arrivare.

Un dolce godurioso ed elegante per le grandi occasioni, e tanto buono!

 

 

 

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Torta salata con porri, agretti e robiola

In tutta franchezza, sono un po’ in ritardo con questa ricetta. Ho preparato questa torta salata per il pranzo di pasqua e poi è scivolata nel dimenticatoio.  Questa è la prima ricetta in cui ho utilizzato la sfoglia preparata da me.  Una sfoglia buona,  dal sapore di burro vero!

Un paio di mesi fa ho partecipato ad un corso di cucina per preparare la pasta sfoglia,  nella strepitosa e incantevole casa di Cindystar,  una casa che sembra uscita da un vecchio e sofisticato ricettario,  da una rivista di cucina o di arredamento,  o tutte e due, non lo so.  So solamente che sono rimasta a bocca aperta entrando in questa veranda traboccante di oggetti antichi e ancor di più quando ho girato lo sguardo verso la vetrata,  incantata dal giardino e dal sole che stava tramontando, scomparendo direttamente nel lago di Garda.  Una rara meraviglia.

Detto questo,  la sfoglia richiede tempo e pazienza,  mezz’ore di riposo in frigorifero alternate da pieghe dell’impasto su se stesso.  Il risultato?  Un kg di pasta sfoglia pronta da portare a casa,  una dispensa e una testa piena di spiegazioni preziose e una cena tavola imbandita con piatti a base di sfoglia dall’antipasto al dolce.  Ho reso l’idea?  Tanta tanta soddisfazione!

Nel ricettario fornitoci da Cinzia vi è la ricetta di una torta salata con formaggi e aglio caramellato. Una delizia,  ve l’assicuro!  Io ho variato in parte la farcitura preparando una tarte con agretti,  porri e robiola.  Buona e cremosa, ma ciò che la rende preziosa è la sfoglia, vera, fragrante,  leggera,  che sa di vero burro!

 

 

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Chi ha vinto il contest?

Eccomi di ritorno da un lungo week end nel quale non mi sono certo dimenticata di voi!  Al termine del mio primo contest non posso che essere soddisfatta e non posso che ringraziarvi per la vostra partecipazione,  il vostro impegno. Ho letto e riletto le ricette,  ho guardato le fotografie,  i testi,  mi sono lasciata trasportare dai vostri racconti,  ho cercato di immaginare il profumo,  il sapore e la fragranza dei piatti meravigliosi che avete proposto.

Io e Carmen di Antico Molino Rosso ci siamo consultate più volte fino ad arrivare ad una decisione comune. Devo confidarvi che non è stato semplice: Per la sezione dolci non è stato poi così difficile,  la nostra preferenza coincideva senza titubanze.  Per quanto riguarda il “salato” invece,  ci siamo trovate parecchio in difficoltà perché le proposte erano molte e interessanti,  molte corredate da ottime fotografie. Per districarci nella scelta abbiamo cercato di concentrarci sul tema del contest cioè il buffet, dando la priorità a questo punto a pietanze pratiche e veloci ma soprattutto sfiziose.

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Plumcake allo yogurt e infuso ai frutti di bosco

Mi è stata regalata una piccola confezione profumata di infuso ai frutti di bosco. Quei sacchettini contenenti preparati per tisane di qualità, con vera frutta e fiori essiccati, ancora interi. Un profumo intenso dalle note dolci e acide che hanno invaso la casa in pochi minuti. Se vi aggiungete acqua calda e lasciate riposare, essa si tinge di un colore violaceo, pieno, perchè a me gli infusi piacciono forti e concentrati. Una pausa da godersi in tranquillità. E mentre sorseggiavo tenendo la tazza con entrambe le mani, come se mi scappasse, per godere della temperatura tiepida che mi scaldava i palmi, ho pensato che questi frutti e fiori essiccati potevano tranquillamente dare colore  e aroma ad una torta da credenza , che sarebbe andata a braccetto con un sorso generoso di infuso caldo. Ed è cosi che ho tritato le bacche , i pezzetti di mela, i petali di ibisco contenuti nella confezione. Mi sono procurata una ciotola e una frusta e pochi semplici ingredienti compreso lo yogurt che avrebbe conferito morbidezza alla torta. Due giri di cucchiaio e uno stampo da infornare.

Non manca che invitare le amiche per un the. Sono sicura che non si faranno pregare 🙂

 

 

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Nidi di agretti con uova al tegamino, noci tostate e senape di Digione al miele

A febbraio ho trascorso un piacevole week end in Borgogna,  tra incantevoli colline ricoperte da ordinati vigneti che si estendono a perdita d’occhio,  casette precise e curate dove immagino famiglie riunirsi ad assaggiare vini pregiati e formaggi superbi,  accompagnandoli con irrinunciabili baguette calde e profumate. Una terra tutta da scoprire. Ho passeggiato per le strade di Digione sotto un cielo grigio e piovoso,  ho bevuto the caldo e acqua con sciroppo di ciliegie fino ad aspettare il ritorno del sole ad illuminare la città.  Le persone si sono riversate nelle piccole strade e nella piazza la giostra a ripreso a funzionare facendo divertire i bambini ormai impazienti.

Non è possibile che io visiti un nuovo luogo senza portare a casa qualcosa che me lo ricordi. Magari qualcosa che riguardi la cucina tipica o le tradizioni del posto.  Non potevo lasciare Digione senza aver portato con me quella che loro chiamano “mostarda” ,  che per nulla assomiglia alla omonima nostrana. A Digione viene prodotta la senape e con essa molte salse aromatizzate dagli innumerevoli gusti.  I negozietti vendono piccoli vasetti o composizioni di essi, assortiti tra loro in sapori e colori. Ho comprato un vasetto di mostarda alle noci e uno al miele e pere.  Prediligo gli abbinamenti che includono una nota dolciastra. Inoltre la senape è davvero potentissima, apre le vie aeree e fa lacrimare gli occhi.  Abbinarla ad altri gusti o cibi aiuta ad apprezzarla smorzandola leggermente.

Con questo prodotto prezioso,  tornata nella mia bella Italia,  ho cucinato un secondo semplice ma davvero sfizioso. Uova e agretti arricchiti da senape e una spolverata di noci.  Voi che ne pensate?  Io lo trovo elegante e delizioso…dovreste assaggiare!

 

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Risi e bisi

Quest’anno il Giro d’Italia festeggia il centesimo anniversario. A tal proposito, mi sento di confessare che non sono particolarmente sportiva, non sono solita nemmeno seguire gli eventi sportivi in televisione. Il mio cuore batte per la danza. Tuttavia questo compleanno è una ricorrenza importante e un evento storico che ci inorgoglisce tutti, nessuno escluso.  Ho voluto quindi recuperare le mie lacune contribuendo alla mia maniera, partecipando con entusiasmo e coinvolgimento all’iniziativa di AIFB per il Giro d’Italia 2017. L’idea è quella di associare ad ognuna delle tappe del tour ciclistico (che sono ben 21, tante quante le regioni), una ricetta della regione attraversata, un piatto tipico legato alla terra e alle tradizioni del posto. Un delizioso tour parallelo, piacevolissimo e decisamente poco faticoso, tra i patrimoni culinari e le prelibatezze italiane.

A tal proposito, oggi, a colpi di pedalate, i nostri migliori ciclisti percorreranno pianure e montagne venete fino ad arrivare ad Asiago, tra salite e discese, verdi boschi e panorami deliziosi. Io ho pensato di festeggiare la mia regione, preparando per l’occasione un piatto tipico, semplice, presente nel ricettario di ogni famiglia: Risi e bisi. Si tratta di un primo piatto a metà tra un risotto morbido e una densa zuppa. Preparato dalle nonne, dalle mamme e adorato dai bambini. Viene cucinato utilizzando rigorosamente riso vialone nano e piselli  freschi coltivati nella nostra terra. Come spesso accade per i piatti antichi della tradizione, ne esistono parecchie versioni, simili ma non uguali. Alcune ricette prevedono l’utilizzo dei baccelli, altre l’aggiunta di pancetta. Io naturalmente vi propongo i miei Risi e bisi, il piatto della mia famiglia. Leggero e saporito, è un piatto confortevole che scalda il cuore.

E mentre ci deliziamo con qualche cucchiaio di Risi e bisi, facciamo un caloroso tifo per tutti i ciclisti partecipanti al Giro. In bocca al lupo ragazzi!

#aifb #Giro100 #Giroditalia #grantourditalia 

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Torta russa di Verona

A volte ritornano …

Sono trascorsi quasi tre anni da quando ho pubblicato la ricetta di questa torta. Oggi la propongo nuovamente in occasione del centesimo anniversario del Giro d’Italia.  Vi starete chiedendo quale filo logico possa legare queste due cose cosi diverse tra loro. Io vi posso fornire due risposte. La prima è che ogni compleanno merita di essere festeggiato con una fetta di torta. La seconda risposta invece è suggerita da AIFB. L’Associazione Italiana Foodblogger di cui faccio parte ha pensato di partecipare a questa ricorrenza associando ad ogni tappa del Giro d’Italia una ricetta della regione coinvolta per trasmettere memorie, gusti e tradizioni di ogni angolo d’Italia. Trovo  che questa sia un’iniziativa lodevole ed originale a cui prendo parte con entusiasmo. Un modo insolito e personale per sostenere l’impresa ciclistica più famosa e importante del nostro Paese.

In questi giorni i nostri ciclisti percorrono le strade della regione Veneto arrivando sabato sul delizioso altopiano di Asiago. Come anticipato, per contribuire alla divulgazione delle tradizioni venete, colgo l’occasione  per condividere con voi  la ricetta di un dolce tipico di Verona, la mia città. La torta russa. Che di russo sinceramente non ha proprio nulla se non una somiglianza con la forma di un copricapo utilizzato in Russia, da cui sembra possa derivare il nome. Davvero curioso. A Verona questa torta la si può trovare nelle eleganti vetrine delle pasticcerie del centro e sulle tavole domenicali dei pranzi di famiglia. Non è un dolce cremoso. Croccante all’esterno grazie all’involucro di sfoglia che racchiude un morbido ripieno preparato con mandorle e amaretti. E’ un dolce piuttosto invernale, ma incredibilmente saporito. E poi, diciamo la verità, quando un dolce è buono non ha stagione. Perfetto per colazione, merenda o fine pasto. Gli ingredienti sono semplici e facilmente reperibili. Ottima preparata il giorno precedente, sarà superba se deciderete di utilizzare una sfoglia preparata in casa. Non è facile raccontarvi del sapore intenso di questo dolce, della croccantezza delle mandorle e della sfoglia, del connubio perfetto tra rhum e amaretti. Non vi resta che addentarne una fetta, magari guardando  il Giro d’Italia. L’importante è partecipare!

#aifb #Giro100 #Giroditalia #grantourditalia

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